Ossidiana “cosmica”

Simona Mazziotti Tagliani, Michele Macrì, Adriana Maras e Marcello Serracino

Durante l’ultimo GJX, una delle fiere più importanti che caratterizzano il grande evento di Tucson, è apparsa sul mercato una nuova gemma proveniente dall’Italia. Mauro Pantò presentava nel suo stand un nuovo tipo di ossidiana commercializzata con il nome di “ossidiana cosmica”. Questo nuovo materiale, tagliato in pietre a cabochon molto basse o a briolette, si presentava di colore grigio scuro, trasparente, con diffuse inclusioni biancastre arrotondate (Figure 4a e 4b). Il peso totale delle gemme messe in vendita era all’incirca di 4000 carati. Secondo quanto riferito dal sig. Pantòquesto tipo di ossidiana è stata ritrovata in piccole quantità nell’isola di Lipari (Sicilia, Italia).

L’ossidiana proveniente da questa località è nota fin dal Neolitico, dove veniva principalmente utilizzata per la costruzione di lame destinate alla lavorazione di materiale osseo (vedi R.H. Tykot, 2002, 2004).

Fig. 4 – a) Ossidiana “cosmica” tagliata a cabochon; peso 15,64 ct; dimensioni 28,2 x 28,2 x 2,5 mm.

La storia vulcanica di Lipari è complessa e comprende la formazione di diversi depositi di ossidiana. Tali depositi sono presenti soprattutto nella parte nordorientale dell’isola (Rocche Rosse e Forgia Vecchia); ritrovamenti più antichi sono riportati anche nella parte meridionale in località Monte Guardia, dove però l’ossidiana non appare in qualità da scheggiatura (vedi R. H. Tykot 2006). Alcune pietre e un campione grezzo di ossidianacon le inclusioni globulari bianche sono state donate dal sig. Pantò al Museo di Mineralogia della Sapienza Università di Roma; le gemme sono state analizzate e descritte in questo articolo. I campioni, osservati al microscopio ottico, hanno mostrato un comportamento otticamente isotropo, sia per quanto riguarda la parte grigio scura che per quanto riguarda alcune inclusioni globulari; le restanti inclusioni hanno invece mostrato un comportamento anisotropo.

Le inclusioni presentano una forma sferica più o meno deformata (sferule) e dimensioni intorno al millimetro. In alcuni casi le sferule presentano dimensioni maggiori fino a diversi millimetri e si uniscono a formare individui di diametro maggiore.

Un cabochon e un grezzo di questa ossidiana sono stati caratterizzati attraverso il microscopio elettronico a scansione e la microsonda elettronica

(rispettivamente FEI quanta 400 e Cameca SX-50 del IGAGCNR di Roma) al

fine di determinarne l’esatta composizione chimica. L’osservazione al microscopio elettronico a scansione ha permesso di descrivere le sferule.

b) Ossidiana “cosmica” di forma ottagonale tagliata a briolette; peso 10,31 ct; dimensioni 16 x 12 x 8,5 mm. Foto di Mauro Pantò, da www.thebeautyintherocks.com

Alcune di esse sono al loro interno vuote, mentre altre presentano una struttura concentrica nella quale sono a volte visibili microcristalli, responsabili dell’ apparente comportamento anisotropo evidenziato in precedenza al microscopio ottico.

Le analisi effettuate alla microsonda elettronica hanno dimostrato che questa ossidiana ha una composizione riolitica (Tabella 1), confrontabile con i dati di letteratura (A. Gioncada et al., 2003; G Deganello et al., 1998). Le sferule hanno mostrato anch’esse una composizione riolitica, diversa rispetto alla matrice per il contenuto in sodio e potassio (Tabella 1). La struttura concentrica, presente all’interno di alcune sferule, ha mostrato piccole variazioni composizionali con un aumento in sodio nelle porzioni più interne. Infine, l’analisi di alcuni microcristalli ha rivelato la presenza nelle sferule di pirosseno e ulvospinello. Tali inclusioni pertanto possono essere descritte come bolle vetrose più o meno deformate da forze di taglio presenti durante la messa in posto della colata.
Il prezzo di vendita contenuto e la curiosità per questo materiale, commercializzato per la prima volta sottoforma di pietre tagliate, hanno decretato il buon successo ottenuto dall’ossidiana cosmica in Arizona.

Tab. 2 – Analisi ottenute alla microsonda elettronica dei due tipi di materiali presenti in questa nuova gemma rinvenuta in Italia, nell’isola di Lipari.

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